L’abbraccio della pietra nera: terroir estremo e memoria vulcanica
A circa 700 metri di altitudine, nel territorio di Randazzo, sul versante nord dell’Etna, si estende Contrada Calderara.
La matrice geologica di questa parcella, situata nella zona di Calderara Sottana, affonda le sue origini in antiche colate basaltiche risalenti a un periodo compreso tra i 60.000 e i 15.000 anni fa. Il suolo si presenta come un mosaico minerale estremamente roccioso, dove grandi frammenti di basalto leggero, delle dimensioni di un pugno, si alternano a strati di pomice nera e alle strutture compatte della lava solidificata.
Da questa conformazione unica deriva il nome stesso della contrada: la pietra vulcanica scura assorbe il calore intenso del sole siciliano durante il giorno, per poi rilasciarlo lentamente nelle ore notturne. Questo fenomeno attenua gli sbalzi termici e contribuisce a creare un microclima particolarmente favorevole alla maturazione delle uve.
Circa un ettaro vitato, dedicato al Nerello Mascalese, custodisce un paesaggio rurale intimo e protetto, concepito come un vero e proprio Clos francese. Il vigneto si sviluppa su eleganti terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, all’interno dei quali trovano spazio un piccolo palmento storico e alberi di ulivo delle varietà Nocellara e Brandofino.
La gestione agronomica a Calderara richiede una dedizione costante e totale: ogni intervento viene eseguito esclusivamente a mano, nel pieno rispetto dei ritmi naturali. La presenza di un antico pozzo all’interno della proprietà garantisce un apporto idrico minimo, destinato unicamente alla sopravvivenza dei nuovi impianti, favorendo così lo sviluppo in profondità delle radici e l’espressione più autentica della componente minerale del terroir.
